Feste popolari
Festa del Mistero dell'ostia
La festa commemorava “Il miracolo dell’ostia (1453) nelle ricorrenze secolari e cinquantennali. Le strutture effimere variarono nel tempo quanto alle forme e agli stili ma furono sempre localizzate tra il Palazzo di Città e la chiesa del Corpus Domini, mentre una decisiva impronta concettuale fu fornita dal programma steso per l’anno secolare del 1653 da Emanuele Tesauro e in cui si congiungevano ‘alle temporali, le spirituali allegrezze’. Gli apparati furono, in quella circostanza, strettamente finalizzati all’espressione del sacro ‘mistero’ rievocato in pitture […]. Nella luminaria, estesa per tutte le contrade, e nella ‘altissima pira’ dei fuochi di gioia si compendivano le teste ‘temporali’; qualche sensibile piacere era offerto anche dalle ‘spirituali allegrezze” (Viale Ferrero, 1998, p. 351), con canti e musiche che accompagnano le funzioni religiose.
“Nel 1753 è mutato il gusto, non il programma: ritroviamo i dipinti, le iscrizioni, le luminarie, la ‘macchina di fuochi artificiali’ […], la musica” (Viale Ferrero, 1998, p. 352), che commenta la sontuosa illuminazione e allieta le messe.
“Alle feste del Miracolo intervenivano sempre i sovrani e i principi sabaudi; per parte sua la Città addobbava e illuminava la chiesa del Corpus Domini” (Viale Ferrero, 1998, p. 352).