Feste popolari
Festa dei Corpi santi e dell'assenso al matrimonio
La Festa patronale dei Corpi Santi, seppur istituita dall'Autorità comunale, ha assorbito elementi delle precedenti ed antiche celebrazioni delle "tempora festarum rusticalium", a cui si sono aggiunti, nel corso dei secoli, elementi nuovi della tradizioni locale. L'alzabandiera della gaida e l'offerta dell'acquavite sono momenti di ritualità civica. Infatti, l'offerta dell'acquavite che il venerdì sera apre il programma dei festeggiamenti, ha rinnovato il suo significato con la consegna del premio di fedeltà delle tradizioni settimesi e con la relazione storica per l'apertura dell'anno accademico della società Storica. Per tutta la durata della festa, sul pennone della loggia comunale è presente la bandiera cittadina, simbolo del patronato del Comune e dell'universalità della festa che viene estesa a tutti i settimesi con l'organizzazione di attività comunitarie: sportive, culturali, ricreative ed assistenziali. Nel piazzale antistante la chiesa di San Pietro in Vincoli avviene la distribuzione dei pani, detti "carità" e i "caritin", precedentemente benedetti durante la Messa. La popolazione si raccoglie per l'avvio della processione così composta: i giovani esploratori cattolici aprono la processione, seguiti dalle donne, l'apostolato della preghiera, il corpo musicale, le Figlie di Maria con collare azzurro e le consorelle di Santa Croce con collare rosso, il terziario francescano, il primo regolatore con asta della Confraternità, i piccoli "Maggi" o "Màgg" o "Ràme" (rami ornti di fiori e di nastri policromi oppure alte pertiche infiorate) portati dai bambini del Gruppo Folklorico Ij Cuciarin Dopi, i regolatori con asta della Confraternita, il Crocefisso tra i due Ceriferari seguiti dal piccolo clero, l'Ufficiante in paramenti rossi, propri della liturgia dei Martiri, il carro delle Reliqui scortato dai Priori delle feste religiose con cero acceso. Segue ancora il Gonfalone comunale portato da un messo municipale, scortato da due vigili urbani e seguito dal Sindaco, con fascia tricolore, e dalle cariche comunali: Consiglieri comunali e di quartiere. Chiudono la processione gli uomini e alcune donne. Nella sera del lunedì, a cura della Magnifica Consorteria dei Gamberi, il suono di campanelle e raganelle accompagna la fiaccolata per farne avvertire il passsaggio e allontanare le forze malefiche. Viene acceso un rogo con rami di noce a simboleggiare la distruzione della dimora preferita dalle "masche"; le ceneri vengono poi disperse, nei corsi d'acqua per propiziare abbondanza di pesci, e nei campi per augurare la fertilità alla terra: sono riti propiziatori antichissimi.
Alle antica "tempora feriarum rusticalium" risalgono la fiaccolata ed il rigo del gambero a chiuura dei festeggiamenti. La "Fera dla contenta" era la tradizione di presentare ai genitori la fidanzata per la cuntenta, vale a dire, per avere il consenso alle nozze ed il fidanzamento ufficiale.