Feste popolari
Festa al pilone san Giovanni
"A Meire di Fondovet, una frazione di Sampeyre costituita da un gruppo di baite ormai da anni abbandonate, nell'anno 1989 si è organizzata per la prima volta una festa al fine di raccogliere fondi per il restauro del Pilone san Giovanni, sito al centro della frazione. L'iniziativa è partita da due abitanti di Sampeyre, proprietari delle uniche baite che ancora si possono definire abitabili a Meire. Un tempo queste baite venivano popolate soprattutto d'estate per gli alpeggi ed erano raggiungibili solamente a piedi attraverso i sentieri. In seguito, con l'emigrazione in Francia, si è avuto lo spopolamento e, sia le baite, sia il pilone hanno incominciato ad andare in rovina. Gli unici ad interessarsi ancora delle loro baite sono stati due abitanti di Sampeyre, i quali non avendo perso il profondo legame che li vincola al luogo, hanno deciso di rifare il tetto e di far restaurare soprattutto l'esterno del pilone, essendo le pitture interne ancora in buono stato. E così che si sono improvvisati massari e già dalla primavera hanno dato inizio ai preparativi. Volendo rendere raggiungibile il Fondovet hanno chiesto al Comune il permesso di sterrare la strada e, per essere aiutati nei lavori, hanno affisso nelle borgate dei manifesti in cui invitavano le persone a lavorare con loro per il pilone. I massari hanno quindi ripreso la tradizione della "roida", nome in dialetto di una richiesta di collaborazione comunitaria. A questo tipo di preparativi si sono aggiunti quelli della festa vera e propria: i massari, insieme ad alcuni amici e parenti, si sono occupati di organizzare l'incanto ed alcuni giochi pomeridiani per i bambini; inoltre hanno comprato il necessario per la polentata e, per la sua preparazione, hanno chiesto aiuto al gruppo degli alpini di Sampeyre che è solito svolgere questo tipo di servizio, avendo a disposizione pentoloni e altri utensili adatti a queste occasioni. La data della festa è stata scelta in relazione al calendario delle feste in vallata e alla disponibilità del parroco. I massari intendono comunque utilizzare questo sistema di programmazione anche in futuro, proprio per evitare di intralciare quelle feste che la tradizione continua a rispettare. La festa ha avuto inizio alle ore 10,30 con la celebrazione della Messa, svoltasi all'aperto davanti al pilone, alla quale è subito seguito l'incanto tenuto poco distante da due amici dei massari che si sono resi disponibili, avendolo già fatto per altre feste. L'incanto si è protratto per parecchio tempo, in quanto erano stati raccolti molti oggetti, offerti per lo più dai commercianti e ambulanti del mercato di Sampeyre che, sentitisi coinvolti dall'iniziativa, hanno in questo modo voluto dare il loro contributo. I partecipanti sono soprattutto villeggianti di Sampeyre, avvisati della festa dai volantini affissi nei negozi del paese, e le famiglie dei due massari insieme ad amici e conoscenti, che hanno potuto vivere con entusiasmo e allegria la "riscoperta" di questo luogo, offrendo anche a tutti gli altri l'opportunità di trascorrere una giornata insieme all'aperto. Infatti verso le ore 13 una grande tavolata ha accolto tutti i partecipanti per condividere insieme polenta e salsiccia preparata durante l'incanto dagli alpini. Finito il pranzo, un gruppo si è spostato nel prato poco distante dalle baite e sono incominciate le danze accompagnate da qualche suonatore improvvisato di fisarmonica, mentre i bambini erano impegnati in un divertente competizione con alcuni giochi organizzati per loro, come la corsa nel sacco, la corsa dell'uovo nel cucchiaio, ecc. L'esigua offerta necessaria per prendere parte alla polentata e ai giochi ha fornito un ulteriore contributo alle spese che i massari hanno affrontato e avranno da affrontare rispetto al pilone e ad altre modifiche già programmate come l'allargamento della piazzetta della frazione, finalizzato ad offrire più spazio a tutti coloro che nei prossimi anni parteciperanno alla festa" (Giudice, 1988, pp. 133-137).