Feste popolari
Epifania - La Befana
"Epifania - I 'rei' e la 'befana' ('Parisio')" (Milano, 2005, p. 71)
"La sera prima dell'Epifania tutti i giovani e le giovanette vanno in una casa per fare i biglietti (chiamati i 'rei'): cioè sopra striscie di carta scrivono i nomi di tutti i giovani e le giovanette. Ciò fatto arrotolano questi nomi uno per uno. Mettono i nomi delel signorine in un'urna e quelli dei giovani in un'altra. Squassano alquanto questi nomi e cominciano tirar i biglietti delle due urne. Contemporaneamente ne tirano unodei giovani e uno delle signorine, e così rimangono accoppiati.Appena ciò è finito legano insieme i due biglietti della coppia e li vanno portare sulle porte di casa oppure li spargono per il paese. Ancora, alla sera, prima dell'Epifania, le signorine mettono una scodella d'acqua sulla finestra. Durante la notte quest'acqua gela. Al mattino prendono il ghiaccio e osservando i disegni che ne risultano, scoprono quale mestiere farà poi il loro futuro sposo" (Milano, 2005, p. 74).
"La sera prima dell'Epifania /.../ (come sopra). Succede a volte che un giovane distinto capiti con una ragazza scema o viceversa e quindi hanno luogo delle grandi risate. A mano a mano che leggono i biglietti, altri due giovani legano assieme le coppie per accoppiarli e li spargono per il paese, specialmente sulla porta della chiesa affinché alla mattina, le persone che vanno alla messa, li possano raccogliere. Nel tempo che fanno detti biglietti, o 'rei', giovani di altre borgate vengono portare la Befana (detta 'Parisio') consistente o in dolci oppure acqua e neve e mentre gettano 'Parisio' gridano. ' Parisio se raccomando / chi vol pa creire / ause la ciombo = Befana si raccomanda / chi non vuol credere / alzi la gamba'. Nella sera del cinque gennaio le signorine mettono dell'acqua dentro una scodella di terracotta e la depongono sopra la finestra della camera. Al mattino dal disegno che risulta sul ghiaccio, scoprono il mestiere del loro futuro sposo. Ancora, fanno saltare in alto una scarpa: se questa cade con la punta rivolta verso l'uscio è segno che la ragazza si sposerà in quell'annata, se invece la scarpa non cade in detta maniera, la signorina si deve rassegnare per un altr'anno" (Milano, 2005, p. 76-77)