Feste popolari
Badia - Elezione abbà
"... la dove si parla della 'società dei folli' - qui detta anche dei giovani - di Lottulo, Celle ed Alma - /.../ si legge che i folli avevan diritto di fermare le spose nel dì delle nozze chiudendo il passo finchè non avessero riscosso qualche pegno, o 'gaggio'; potevano fare la 'ciabra' al vedovo che passava a seconde nozze, ponendolo su un asino e conducendolo con assordante baccano per le vie del paese; facevan pagare contribuzioni a quanti partecipassero ai balli; tagliavano impunemente nei boschi comuni quanto era necessario per far la 'frascata' e l'albero del Maggio'.... Tutto ciò ammesso e riconosciuto come legittimo, nel 1533, da Francesco Marchese di Saluzzo, alto Signore di detti luoghi..." (Milano, 2001, p. 275).
"...più semplice ancora il costume della 'badia' di Celle Macra /.../. Ora l'abbà e il suo luogotenente /.../ portano le bandiere in processione , fatti umili e mansueti più che agnelli. Il Sacerdote che li segue, e par vigilarli severo e grave, ben può simboleggiare la chiesa critiana, che le tradizioni del paganesimo, perpetuatesi fra le plebi inconscie, seppe abilmente assorbire, trasformare. rifondare, correggendo lentamente le stesse istituzioni che parevan rivolte a dileggiare i poteri religiosi e civili, e proponendo loro più nobili fini" (Milano, 2001, p. 276).