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Fonte: ICPI / MiC – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ICCD
Categorie
Agricoltura
Autori:
Fabrizio Giacinti

Trasporto dell'uva alla cantina.1979/80

Contadina mentre trasporta una botte, per la fermentazione dell'uva, in cantina.

Nel mese di settembre si poteva finalmente procedere alla vendemmia; in un clima festoso e gioviale si tagliavano i grappoli d’uva che poi, riposti dentro le tinozze, erano trasportati con i carri nelle abitazioni per essere spremuti; sebbene alcuni disponessero di una mola apposita per macinare gli acini, la maggior parte schiacciava l’uva con i piedi. Il mosto ottenuto subiva diversi processi di lavorazione, a seconda del tipo di vino che si voleva produrre; poteva essere immediatamente separato dalle vinacce e versato nella botte dove si lasciava fermentare da solo, oppure era lasciato all’interno della tinozza affinché fermentasse insieme alle vinacce. Terminata la bollitura si passava tutto al torchio e si travasava il succo dentro una botte che poi veniva chiusa.

Roviano (RM), Italia
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