Locali storici
IL TELAIO
Antonietta, detta Tonina, è onorata di lavorare con lo stesso telaio utilizzato da sua madre Vita negli anni ‘50 e ancora prima da sua nonna Domenica Maria, detta zia Nenna. Il telaio, unico esemplare presente ancora in Basilicata, realizzato a mano intorno al 1930 da suo padre falegname, era (e lo è ancora) destinato alla produzione dei “trizzarul”, canovacci di lana per avvolgere le pagnotte quando si portavano nei forni comuni. I “trizzarul” venivano realizzati con la lana riciclata sfilata dalle calze e venduti alle donne del paese e nei mercati e fiere. Oggi, questi canovacci vengono utilizzati anche come scialli, arazzi o tappetini. Per 80 anni l’attività tessile è stata effettuata in casa, ma da lungo tempo Tonina ha aperto il laboratorio e punto vendita nella centralissima piazza Gianturco, dove da cinque anni collaborano anche le sue due figlie, impegnate a portare avanti la tradizione e a produrre abiti, cappotti, cappelli, borse e altri accessori realizzati soprattutto con il telaio.